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Hara. Centro vitale dell’uomo secondo lo zen

hara

In questo libro l’autore espone gli insegnamenti tratti da maestri spirituali, che aprono orizzonti nuovi e strani nel campo della ricerca spirituale. Si tratta anzitutto dell’hara, centro misterioso che viene localizzato nella parte inferiore del corpo ma che non coincide con quello che lo yoga indù situa alla base della colonna vertebrale e concepisce come la sede del “potere del serpente” sebbene anche l’hara venga associato ad una forza quasi sovrasensibile che renderebbe capaci di prestazioni eccezionali. Oltre a ciò, si tratta della scoperta del vero centro del proprio essere, dove esso è in contatto con l'”originario”, e di uno spostamento della coscienza dell’io comune in esso. A questo spostamento, da associare ad una nuova costituzione, viene attribuito un modo diverso sia di sentirsi che di agire. Si parla di una calma distaccata, di un’azione precisa, di una forza intrepida.

Il segreto della longevità: scopri il potere dei cibi sani e ricchi di fitonutrienti

I fitonutrienti presenti nei cibi sono essenziali per la corretta funzionalità del sistema immunitario, in quanto promotori di tutti i meccanismi alla base delle autoriparazioni cellulari. Queste sostanze, inoltre, aiutano il sistema difensivo dell’organismo a neutralizzare i radicali liberi prodotti durante il metabolismo cellulare. Ad oggi, sono state individuate più di 10.000 sostanze fitochimiche vegetali in grado di prevenire diverse malattie, comprese quelle degenerative come il cancro.

Alcune delle più significative sostanze fitochimiche fanno parte del gruppo degli isotiocianati e sono in grado di rafforzare il sistema immunitario e di prendere parte attivamente nella prevenzione e nella lotta ai tumori. Attraverso l’aumento degli enzimi preposti alla disintossicazione dell’organismo, gli isotiocianati controllano l’infiammazione e inibiscono la creazione di nuovi vasi (fenomeno definito angiogenesi, anche il tessuto adiposo ha bisogno di continuo apporto di sangue). Gli effetti anti-angiogenesi non bloccano solo la crescita delle cellule tumorali, ma inibiscono anche l’accumulo di grasso corporeo. L’infiammazione, infatti, precede l’accumulo di grasso ed è seguita dalla necessità dei tessuti di essere riforniti di ossigeno e nutrienti (nascita di nuovi vasi): in alcuni casi quei nuovi tessuti possono evolvere in cellule tumorali.

Le crucifere, un concentrato di salute

Le verdure crucifere presentano delle peculiarità uniche perché sono ricche di composti organici definiti glucosinolati, che vengono convertiti in isotiocianati quando la parete cellulare viene scissa durante la masticazione, oppure quando queste verdure vengono sottoposte a spremitura (utilizzo dell’estrattore) oppure a triturazione (utilizzo di frullatore o centrifuga). Nello specifico, nella membrana cellulare di queste verdure è presente la mirosinasi, un enzima che permette la conversione dei glucosinolati in isotiocianati durante la rottura delle cellule vegetali. Di conseguenza, più mastichiamo questo genere di verdure, più assumiamo isotiocinati in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario.

Una serie di studi ha messo in evidenza che il consumo regolare di isotiocianati favorisce il loro accumulo nel tessuto mammario: mangiare una porzione al giorno di crucifere, come confermato anche da un recente studio condotto sulle donne cinesi, riduce il rischio di cancro al seno del 50%. Uno studio europeo ha inoltre riscontrato una riduzione di rischio del 17% nelle donne che assumono crucifere almeno una volta alla settimana.

Dopo aver elencato le loro incredibili proprietà, vediamo in dettaglio quali verdure appartengono alla famiglia delle crucifere e non devono mancare nella nostra dieta:

  • Broccoli
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Cavolfiore
  • Cavolo
  • Cavolo cinese
  • Cavolo rapa
  • Cavolo nero
  • Cavolo rosso
  • Cime di rapa
  • Crescione
  • Rafano
  • Rape
  • Ravanelli
  • Rucola
  • Verza
  • Senape indiana

Non solo crucifere: scopriamo le altre verdure che salvaguardano il nostro benessere

Anche altre tipologie di verdure sono ricche di agenti fitochimici protettivi.

Un esempio sono i carotenoidi, una numerosa famiglia di oltre 600 composti colorati che racchiude l’alfa e il beta-carotene, il licopene, la luteina, la zeaxantina, l’astaxantina. Abbondano in frutta e verdura verde e giallo-arancio, agiscono aiutando i tessuti a proteggersi dall’azione dannosa dei radicali liberi.

Le verdure verdi hanno un corredo di fitonutrienti in grado di proteggere i vasi sanguigni, di apportare sostanze antitumorali e di ridurre il rischio di diabete. Ad esempio la lattuga è ricca di beta-carotene, luteina, zeaxantina, vitamina C, acido caffeico, quercetina e antocianine, tutte sostanze che contribuiscono a ridurre il rischio di sviluppare tumori e malattie cardiovascolari.

Uno studio condotto dall’American Institute for Cancer Research ha rilevato che il regolare consumo di verdure crude può, a seconda delle quantità assunte, prevenire i tumori della bocca e dell’esofago. Ulteriori studi hanno sottolineato che il consumo di verdure verdi è in grado di ridurre il rischio di tumori allo stomaco (secondo le stime, un consumo giornaliero di soli 50 grammi garantirebbe una diminuzione del rischio di quasi il 60%). Inoltre, un elevato consumo di ortaggi a foglia verde è correlato alla significativa riduzione del 41% del rischio cardiovascolare e del 50% del rischio di ictus.

Consumare un bel piatto di insalata a inizio pasto rappresenta quindi il modo più sano ed efficace di restare in salute e di perdere peso, perché in questo modo si è indotti a consumare meno calorie nel resto delle portate.

La ricetta del benessere: il “cous cous” di cavolfiore

Prendete una bella cima di cavolfiore e tritatela con la modalità pulse fino a ottenere tanti piccoli pezzetti, facendo attenzione a non ridurla in crema.

In una padella larga mettete olio extravergine d’oliva, aggiungete una cipolla rossa affettata, 5 cm di radice di zenzero e del peperoncino, e cuoceteli stando attenti a non farli scurire. Aggiungete il cavolfiore tritato e fatelo saltare a fuoco dolce 5 minuti al massimo. Regolate di sale e a fine cottura aggiungete un bel cucchiaio di curcuma in polvere. Mescolate delicatamente in modo che tutto il cous cous assuma un bel colore giallo. Potete servirlo in accompagnamento a pesce, carne o verdure stufate.

Debora Cantarutti

Divulgatrice scientifica, consulente nutrizionale esperta di nutraceutica e nutrigenomica. Docente per Sapere Academy (Milano) e ricercatrice indipendente Superfoods.  Master in Nutrizione Metodo Molecolare. Ideatrice e responsabile del progetto Scienza&Gusto. Socia del GSA, Giornalisti Specializzati Associati di Milano. 

È membro attivo del progetto Quartieri Tranquilli ideato da Lina Sotis, dove presta attività di consulenza ai cittadini per promuovere il corretto stile di vita in ambito nutrizionale. Relatrice nei showcooking organizzati per Expo 2015 e per la Milano Food Week.